Mi sento in trappola,
ingannato da un senso,
imprigionato in me stesso,
paradosso esistenziale,
utopia vitale
e dilemma conflittuale.
Essere per non essere
o non essere per essere,
avere per non avere
o non avere per avere,
sentire per capire
o capire per sentire,
pensare per parlare
o parlare per pensare,
lottare per sopravvivere
o sopravvivere per lottare,
sognare per vivere
o vivere per sognare,
perdersi per ritrovarsi
o ritrovarsi per perdersi,
non conoscere per sapere
o sapere per non conoscere,
parlare per non trasmettere
o trasmettere senza parlare.
Realtà mistificata,
vita alienata,
quotidianità alterata,
dal velo di maya
la mia essenza
è annebbiata.
Non riconoscere più
il mio riflesso
nello specchio,
la mente diventa condanna
il corpo prigione,
dipendenti dagli inganni
e alla fine assuefatti dagli affanni.
Sofferenza
che si tramuta in sicurezza,
disperazione che si accoglie
come protezione,
ogni rifugio si rivela
per ciò che è...
Piccoli risvegli
illuminano l'oscurità,
solo per vedere
che fa parte dell'infinità,
realizzazione che non porta
a nessuna motivazione,
perché più vedo
e meno vorrei vedere,
più penso
e meno vorrei pensare,
sentirsi in trappola
nella palude della propria mente
e capire che l'azione
è l'unico sano movente,
capisco che se mi muovo
non muoio.
Allora continuo
a camminare...
© Copyright 2026 Emanuele Barlatti KY